Negli ultimi due decenni, i Sound Studies e le Sonic Arts hanno esplorato il rapporto tra suono e potere, studiando il suono come fenomeno vibrazionale e relazionale, contribuendo allo sviluppo di pratiche che spostano l’attenzione da un approccio cocleare a uno non-cocleare, sulla base delle ricerc...

Whakaahuatanga katoa

I tiakina i:
Ngā taipitopito rārangi puna kōrero
Kaituhi matua: Daniela Gentile
Hōputu: Tuhinga
Urunga tuihono:https://doaj.org/article/d33995af561c4f15abcb3bc459abaf0e
Ngā Tūtohu: Tāpirihia he Tūtohu
Kāore He Tūtohu, Me noho koe te mea tuatahi ki te tūtohu i tēnei pūkete!
Whakaahuatanga
Whakarāpopototanga:Negli ultimi due decenni, i Sound Studies e le Sonic Arts hanno esplorato il rapporto tra suono e potere, studiando il suono come fenomeno vibrazionale e relazionale, contribuendo allo sviluppo di pratiche che spostano l’attenzione da un approccio cocleare a uno non-cocleare, sulla base delle ricerche in ambito medico-scientifico che hanno evidenziato i benefici del suono sulla salute psicofisica. Tuttavia, il suono viene anche utilizzato come strumento di controllo e coercizione. In contesti militari e quotidiani, infrasuoni e ultrasuoni vengono sfruttati per provocare paura, oppressione e manipolazione emotiva e fisiologica. Il testo discute e sostiene l'ascolto come un atto di resistenza eco-politica: l’ascolto, come atto consapevole, si costituisce come strumento per sovvertire le strutture oppressive geopolitiche e promuovere una società più etica e inclusiva. Le Sonic Arts, ponendo l’ascolto al centro del contesto d’indagine, facilitano il dialogo interculturale, la giustizia acustica e l’emancipazione culturale, mentre si enfatizza la necessità di una ri-educazione all’ascolto, che sfrutti il suo potenziale terapeutico per una coesistenza globale più consapevole e inclusiva.